UN PERCORSO DI VITA AL FARO

13-11-2019
L'esperienza al Faro del dott. Biagiotti e i suoi obiettivi per il futuro
Autore: 
Massimo Biagiotti Lena
Massimo Biagiotti Lena e Michela Arioni

Mi sento una persona privilegiata per questi 16 anni vissuti al Faro, a contatto con una parte dell’umanità dalla quale ho potuto imparare che la dignità e il rispetto della persona sono davvero i valori più alti della vita.

Non vi nascondo la mia curiosità ed emozione la prima volta che ho incontrato la Signora Agnelli, mentre mi parlava del suo progetto chiamato Il Faro. Ne parlava con una convinzione e una determinazione tali che si possono intuire solo guardando quel  cuore posto sopra il logo della nostra Fondazione. 

Da subito sono stato catturato dall'obiettivo e dalle finalità del progetto: dare una opportunità alle persone in difficoltà e rimetterle in cammino, sulla strada della vita. 

La Signora Agnelli mi ha trasmesso un modo di approcciarsi al bisogno dell’altro, senza pietismi assistenziali, con il giusto distacco, cercando di valorizzare quanto di bello e di inespresso la persona in quel momento portava con sé. 

La sua quotidiana presenza al Faro, incontrando i ragazzi che frequentavano i singoli corsi, era per me fonte di sostegno e d’apprendimento. Soleva dirmi che occorre educare i giovani a credere nell’opportunità, trasmettere loro coraggio, dare spazio a quelli smarriti, quelli che la società rifiuta per gli errori commessi, quelli che hanno voglia di ripartire. Il suo slogan era: occorre fare le cose che gli altri ritengono impossibili. 

Un secondo colloquio, altrettanto decisivo nel determinare la mia scelta di lavorare al progetto del Faro, è stato quello con la sig.ra Ilaria Borletti Dell’Acqua Buitoni, alla quale avevo manifestato le mie perplessità sulla delicatezza del lavoro che mi accingevo a compiere (creare opportunità e riavviare la vita delle persone). Al termine della conversazione, mi disse: "Lei è la persona giusta per il Faro". 

Se non avessi avuto l’opportunità di lavorare qui in questi anni, anche durante l'attuale presidenza del dott. Lupo Ratazzi e della Vice presidente dott.sa Samaritana Ratazzi, non sarei riuscito a scoprire la mia vera vocazione, quella di potermi mettere al servizio del cambiamento del presente e del futuro di molti giovani. Come effettivamente è avvenuto.

Non posso non ricordare il cav. Roberto Bertazzoni, persona di grande generosità che fin dalla costituzione della Fondazione ha creduto fermamente al progetto del Faro. Un grazie di cuore per il suo entusiasmo e contributo fattivo alle attività del Faro in questi anni.

Come direttore didattico ho avuto la possibilità di essere affiancato da persone umanamente speciali e competenti nei singoli ambiti professionali, da docenti preparati e da un valido personale di supporto. Possiamo definirla una squadra di professionisti del sociale, che hanno come obiettivo del proprio operare la PERSONA. Il capitale umano, sociale e di saperi che il Faro è riuscito a restituire al territorio attraverso percorsi di educazione, formazione e accompagnamento al lavoro è qualcosa  difficile da comprendere, se si ragiona esclusivamente nell’ottica del business, in cui la persona in difficoltà viene vista come un costo e non come una risorsa. 

Le nostre verifiche ci dicono che la grande maggioranza dei giovani che hanno saputo cogliere l’opportunità offerta dal Faro, sono riusciti a cambiare in meglio la propria condizione di vita sociale ed economica.

Siamo consapevoli dell’importanza e del valore del nostro lavoro. Noi, gruppo operativo e attuatori del progetto, crediamo e vogliamo dare continuità a questa modalità, metodologia e forma di approccio al bisogno dell’altro, perché le persone - italiani,stranieri, donne e uomini - che continuano a bussare alle nostre porte sono tante. Vorremmo non deluderle negando loro una opportunità. 

Per fare questo, abbiamo provato a sognare ad occhi aperti, ripartendo da dove siamo, questa espressione la utilizziamo sovente con i nostri ragazzi quando si affidano a noi e insieme costruiamo un percorso fatto di idee, obiettivi, fattibilità e sostenibilità. 

Oggi siamo una costituenda Associazione di Promozione Sociale denominata OLTRE il FARO. Sappiamo che nel nostro paese il sociale al momento non gode di consenso e non attraversa un bel periodo, perché visto come un costo per la collettività. Solo una mente miope e piena di pregiudizi non riesce a comprendere il valore del fare sociale. La storia ci insegna che senza un sogno, senza tradurre la speranza in azione e senza il coraggio, non si invertono le situazioni avverse che la vita ci propone. 

La scorsa settimana mi è pervenuta una riflessione di una persona che stimo e che mi piacerebbe avere al nostro fianco in questo momento di ripartenza:

"...Abbiamo un solo modo per evitare che il futuro sia peggiore del presente: coltivare la speranza che non lo sia e lavorare -rischiando- perché questo non avvenga. Rinunciare per non rischiare, aspettando sicurezze che nessuno ci regalerà, ci rende solo facili profeti di sventura. Senza sogni e senza speranza siamo nudi:ci sentiamo saggi e prudenti,ma possiamo solo perdere"

Noi gruppo di professionisti crediamo nel vostro sostegno, nella forma e nella misura delle vostre possibilità. Sarà un buon presupposto e un incoraggiamento per ripartire. Come fare? Ve lo faremo sapere.

Massimo Biagiotti Lena

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