LA PIZZA, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

04-03-2016
Specialità italiana e vero cavallo di battaglia del Faro, la pizza si candida a diventare Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco
Autore: 
Silvia Lanzano
Il docente Mikel Dedndreaj con gli allievi pizzaioli durante una lezione

Una bella notizia, specie per gli allievi del Faro. L’Italia ha scelto di puntare sulla pizza, perché rientri nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'umanità definita dallUnesco.

Un riconoscimento di grande prestigio, che porrebbe il meraviglioso disco di pasta lievitata tra i patrimoni da proteggere e trasmettere alle generazioni future di tutto il mondo, al pari di capolavori come il Taj Mahal o la Statua della Libertà.

“L'arte dei pizzaiuoli napoletani” sarà l'unica candidatura espressa dall’Italia, così come deciso all'unanimità dalla Commissione nazionale per l'Unesco su proposta del Ministero dell'Agricoltura e con il sostegno dei Ministeri degli Esteri, dell'Università, dell'Ambiente e dell'Economia.

Una scelta motivata dal fatto che proprio la pizza è oggi sempre più in grado di “rappresentare l’Italia in tutto il mondo”.

Di sicuro capace di identificare il Faro, e non solo perché un gran numero di giovani pizzaioli attivi a Roma proviene proprio dai laboratori di via Virginia Agnelli. Ma anche perché il docente Mikel Dedndreaj - in forza al Faro da tredici anni a questa parte - ha saputo dare vita a una vera e propria scuola, creando un prodotto unico per qualità e fragranza: doti queste riconosciute e apprezzate da una cerchia sempre più ampia di ammiratori.

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