INTERCULTURA, IN OGNI PERSONA UN MONDO INTERO DA SCOPRIRE

06-07-2015
Giulia, allieva del corso di Aiuto cuoco, intervista il suo compagno di corso Chung Yi Wu. Dall’esperienza al Faro ai progetti per il futuro, per arrivare alla più bella delle scoperte: senza barriere, in ogni persona si cela un mondo intero da scoprire
Autore: 
Giulia Raiola
Gli allievi del corso di Aiuto Cuoco

"La cucina di una società è il linguaggio nel quale essa traduce inconsciamente la sua struttura"diceva Claude Levi Strauss,da questa frase è partita la mia intervista con Chung Yi Wu,28 anni, ha frequentato il corso di "Aiuto Cuoco" al Faro durante la Sessione estiva 2015,è nato a Roma ma ha origini particolari,suo padre è cinese e sua madre è filippina.

Al Faro si sa, i ragazzi sono tanti e provengono da ogni parte del mondo e fidatevi, non c'è cosa più bella di conoscere altra gente, allargare i nostri orizzonti, conoscere altri punti di vista e anche altri modi di concepire il cibo...

 

Il Faro come ha cambiato la tua vita?

C - E' stata sicuramente l'esperienza che mi ha risollevato da terra. Prima di venire qui al Faro ho trascorso un periodo di depressione, in cui ho sprecato la maggior parte del mio tempo mandando curriculum dove non c'era scritto praticamente nulla!

Il Faro mi ha dato l'opportunità di aggiungere non solo "su carta" ma a livello personale di crescita.

Come ti sei trovato a lavorare con i tuoi colleghi?

C - Mi sono trovato benissimo! E' stato davvero fantastico poter stare a contatto con delle persone che non conoscevo e scoprire una sinergia che non pensavo potesse esistere,mi sono trovato veramente molto bene e spero di poter trovare una simile affinità anche fuori dal Faro,nel mondo del lavoro.

Cosa hai imparato in questi due mesi al Faro?

C - Sicuramente quello che mi premeva di più, ovvero, un metodo! Perchè per quanto a una persona piaccia cucinare,sapere come veramente va fatto,ha facilitato le operazioni di tutti i giorni,i tempi si sono dimezzati e molti passaggi superflui sono stati eliminati e questo ha ottimizzato tutto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

C - Innanzitutto mettere a frutto le abilità che ho acquisito durante il corso,quindi provare sicuramente ad intraprendere una carriera di tipo culinario.

Di sicuro non vorrei lavorare in un ristorante Cinese,perché il problema della comunicazione sarebbe troppo "sentito",non parlando Cinese non saprei come rapportarmi con i colleghi o seguire le direttive. Lavorare con colleghi Italiani non mi dispiacerebbe,anche perché vorrei distruggere lo stereotipo del Cinese chiuso solo nelle cucine del suo paese.

Un piatto che secondo te rappresenta meglio la cultura Cinese?

C - Mi viene in mente il "riso fritto Cantonese", innanzitutto perché nasce come piatto povero ed è uno dei piatti più diffusi e conosciuto al mondo,racchiude l'essenza dei Cinesi già con il fatto che il riso è l'ingrediente principale e poi tutto il resto sono ingredienti di "recupero",questo è per me il piatto che più identifica il popolo Cinese,non si butta via nulla e si fa di ciò che si ha il massimo che si può dare agli altri.

So che hai un hobby molto particolare, gli Origami, parlami di questa tua passione, come è nata?

C - All'epoca avevo dei problemi di tipo depressivo e mi serviva una distrazione per impegnare la mente,non sul dolore,ma su qualcosa di bello,così ho scoperto che piegando la carta con pazienza riuscivo a estraniarmi un po’ da una realtà che non mi si addiceva e creare così qualcosa di bello dal dolore. Mi diverto a farli e a lasciarli ad esempio sui mezzi pubblici,a volte ci scrivo dentro qualcosa di positivo nella speranza che qualcuno lo apra e leggendo il messaggio gli venga voglia di farne di nuovi.

Ti senti più vicino alla cultura Cinese o a quella Filippina?

C - Nessuna delle due e nemmeno a quella Italiana. Crescendo nel modo in cui sono cresciuto io, in continuo contrasto fra le tradizioni dei miei genitori e la società moderna Italiana, ho sempre trovato grande difficoltà a far capire e a capire io stesso alcune usanze. Sono sempre stato molto confuso riguardo a questo "scontro" fra culture, per cui non ho mai ritenuto giusto dover identificarmi in una delle tre.

Per concludere ti propongo un giochino. Se dovessi immaginare un oggetto che ti rappresenta, cosa sceglieresti?

C - Uno di quegli stracci che si usano per pulire i banchi della cucina!! Perché serve a tutti, non è mai di intralcio e viene sempre usato al momento giusto.

 

Questa intervista mi ha fatto capire, ancora di più, che quando si riesce ad andare oltre la propria cultura, in ogni persona si scopre un mondo intero, un'anima e un cuore.

 

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