ESSERCI PER CAMBIARE

19-11-2019
Il Faro in questi anni ha sempre cercato di portare un cambiamento positivo in tutti i ragazzi che ha accolto. Diamo testimonianza di quanto fatto attraverso il report realizzato da Studio Come srl grazie al sostegno di Fondazione San Zeno.
Autore: 
Redazione

La Fondazione Il Faro nasce nel 1997 per volontà di Susanna Agnelli, con lo scopo di creare un centro di orientamento e formazione dove i giovani più svantaggiati, di tutte le nazionalità, potessero trovare risorse e opportunità per costruire un nuovo progetto di vita. La scelta del nome indica la volontà della fondatrice di rendere l’organizzazione e i suoi servizi “un faro per la città di Roma e i suoi ragazzi”.

Fin dalla sua fondazione, infatti, Il Faro ha offerto corsi di formazione professionalizzanti, prevalentemente nell’ambito di mestieri artigiani, completamente gratuiti per i beneficiari. I beneficiari sono giovani tra 17 e 30 anni, italiani e stranieri, che vivono condizioni di disagio psicosociale e con difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro.

La Fondazione opera con un team di professionisti, nell’offrire percorsi formativi in grado di incidere in maniera significativa sulla vita dei beneficiari. Nel tempo la metodologia è stata perfezionata, anche per rispondere ai bisogni diversificati dei beneficiari e del contesto, proponendo percorsi formativi di alta qualità tecnica e formazione on the job – connessi alla domanda del mercato del lavoro - affiancati da sostegno psicologico e psicosociale per accompagnare i giovani in un percorso di acquisizione di consapevolezza di sé e autoefficacia personale e professionale.

La Fondazione Il Faro ha dunque commissionato a Studio Come srl una ricerca valutativa per esaminare il processo metodologico-didattico e il suo impatto sui beneficiari, al fine di rendere visibile e – per quanto possibile – replicabile il modello di intervento. 

L’obiettivo della ricerca valutativa è stato quello di:

  • analizzare la metodologia adottata nell’intero processo formativo: dalla selezione dei beneficiari, alla formazione on the job, individuandone punti di forza e criticità;
  • valutare l’impatto dei percorsi formativi sui beneficiari finali, con particolare riferimento alle competenze trasversali e tecniche, oltre che al placement. Trattandosi di giovani vulnerabili, le competenze trasversali sono particolarmente rilevanti, in quanto consentono ai beneficiari di acquisire consapevolezza di sé, di apprendere quelle soft skills che aumentano la possibilità di interagire efficacemente nel mercato del lavoro, di sviluppare strumenti per rendersi autonomi e protagonisti nei propri percorsi di inclusione sociolavorativa;
  • sperimentare e condividere strumenti di monitoraggio e valutazione che restino a disposizione della fondazione quale cassetta degli attrezzi per rendere la valutazione sistematica dei percorsi formativi un elemento chiave della metodologia di lavoro, al di là del progetto specifico.

Nel corso dell’anno 2019, tuttavia, la Fondazione Il Faro ha dovuto prendere la difficile decisione di chiudere le proprie attività, a causa a causa del venir meno, progressivamente, delle condizioni di sostenibilità sul piano economico, finanziario e logistico. L’esito di questa ricerca valutativa (allegata al presente articolo) ha dunque assunto anche la valenza di “restituzione” agli addetti ai lavori e al territorio di un percorso e di una metodologia di intervento che da più di 20 anni supporta in maniera efficace l’inserimento socio-lavorativo di giovani svantaggiati, affinché quanto realizzato possa ricevere il giusto riconoscimento e valorizzazione e diventare modello per altre iniziative simili. 

La realizzazione di questa valutazione, così come di molti dei corsi realizzati in questi ultimi anni, è stata possibile grazie al contributo di Fondazione San Zeno. 

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