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COSTRUIRE LA RETE
Questa mattina al Faro abbiamo assistito ad un raro esempio di collaborazione tra operatori e strutture sociali che hanno in carico i nostri allievi.
Prima di Natale avevamo dato appuntamento ai referenti delle strutture che inviano i ragazzi ai nostri corsi professionali. Pensavamo di coinvolgerli maggiormente nel nostro lavoro con i ragazzi e discutere insieme sulle migliori strategie che consentano di prevenire possibili fallimenti o abbandoni durante il percorso formativo.
Così è nata l’idea di lanciare per il nuovo anno un “dibattito in rete” che permettesse ai veri registi del lavoro sociale di affinare l’ottica di accompagnamento e sostegno dei protagonisti di un copione sempre più innovativo.
Alle 10.00 eravamo in trenta nella sala teatro della Fondazione e ogni parola detta apparteneva ad un interlocutore attento, coinvolto e propositivo.
Quello che è emerso da più parti è il contenuto prezioso dell’esperienza di questi ragazzi nel periodo in cui si trovano al Faro: un momento per loro di inevitabile presa di coscienza delle responsabilità che li attendono e un passaggio graduale ma deciso verso nuovi copioni da poter scrivere insieme.
Proprio in virtù di questo siamo stati tutti d’accordo nel voler rivedere i punti deboli dell’accompagnamento al percorso verso la realizzazione e l’autonomia dei ragazzi.
Abbiamo quindi condiviso la necessità di creare questo lavoro di rete intorno all’allievo fin dal primo momento in cui ci viene presentato, per sostenerlo costantemente
- nella scelta del corso
- nelle reali motivazioni
- nella possibilità di esprimere passioni e talenti
- nella ricerca di integrazione
- nell’acquisizione delle regole basilari del suo processo formativo.
Il punto di arrivo per noi del Faro è l’inserimento nel mondo del lavoro o meglio ottenere tutti gli strumenti necessari per poter essere veramente pronti ad entrare nella figura professionale prescelta.
Dobbiamo arrivare insieme a quel traguardo e siamo convinti che la forza di una comunicazione costruttiva e di condivisioni più tempestive fra gli operatori sarà per questi ragazzi una forza inevitabilmente contagiosa.
Buon lavoro a tutti !

