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AVANTI, SU QUESTA STRADA

04 Novembre, 2011
Lo scorso ottobre la Regione Lazio ha riconosciuto ufficialmente l’impegno del Faro nella formazione e orientamento dei giovani immigrati. Uno stimolo importante, per continuare a fare sempre di più
Autore: 
Silvia Lanzano

“Essere un faro per la città e i suoi ragazzi”. Con queste parole in mente la signora Agnelli ha immaginato nel 1997 la nostra Fondazione, ormai da quasi 15 anni al fianco dei giovani italiani e stranieri di Roma, per accompagnarli nella conquista di un nuovo domani.


Un impegno che ha dato finora buoni frutti: 150 corsi di formazione professionale già realizzati per oltre 2.400 allievi, tutti giovani con situazioni difficili alle spalle e che in questi anni sono usciti dai nostri laboratori con un dono prezioso: una nuova fiducia in se stessi e un mestiere davvero spendibile sul mercato tra le mani.


È un impegno questo che, ci piace ricordare, ha anche consentito al Faro di ottenere, nel corso degli anni, diversi riconoscimenti ufficiali, primo tra tutti quello della Regione Lazio che già nel 2004 ha attribuito alla Fondazione la certificazione quale “Centro internazionale di orientamento e formazione”. Un’attestazione importante, dallo scorso ottobre arricchita da una qualifica in più: il Faro ha ricevuto infatti, dopo un esame scrupoloso volto ad analizzare ogni aspetto delle attività realizzate, quella che viene definita “Utenza speciale per gli immigrati”. Una definizione che forse a una prima lettura può suonare un po’ fredda, ma che si trasforma in vita e colori anche solo pensando ai visi sorridenti dei tanti ragazzi non italiani che ogni anno partecipano ai nostri corsi. Un riconoscimento tanto più importante, se si considera il ruolo sempre più decisivo svolto ogni giorno dai cittadini stranieri per la nostra economia: nel 2010 sono stati infatti circa due milioni i lavoratori non italiani attivi nel Paese (+ 183mila rispetto all’anno precedente, Dossier Statistico Immigrazione 2011, Caritas/Migrantes).


Le difficoltà da superare di certo non mancano neanche in via Virginia Agnelli, dalla organizzazione quotidiana della didattica alle attività di fund raising, di questi tempi sempre più “sfidanti”, ma il Faro ha dalla sua una forza speciale, quella di non voler cadere nelle trappole e negli scorni - per parafrasare una bella poesia - di chi crede che la realtà sia solo quella che si vede. Non si vedono ancora, ma potranno nascere tante belle realtà, se solo continuiamo nei fatti a volerlo.