ANCHE AL FARO SI FA LA RIVOLUZIONE

14-07-2016
Oggi al Faro la consegna degli attestati agli allievi dei corsi di pizzaiolo/panificatore, parrucchiere e pasticciere. Momenti di commozione e di festa per celebrare insieme il cammino verso un nuovo e più consapevole futuro.
Autore: 
Sara Laurendi
Consegna degli attestati agli allievi di pizzeria

L’anniversario della Rivoluzione Francese ha fatto da cornice oggi alla giornata conclusiva della seconda sessione 2016 dei corsi della Fondazione Il Faro. Il direttore, Gianni Del Bufalo, ha infatti voluto inaugurare la giornata con un efficace parallelismo storico: se 237 anni fa il popolo francese prendeva d’assalto la Bastille per rifornire di munizioni la propria rivolta, oggi al Faro, quarantacinque giovani si sono “armati” del loro coraggio e delle abilità professionali acquisite per rivoluzionare infine la propria vita. Le mani che hanno incorporato conoscenza e procedure diventeranno da oggi in poi strumenti potenti di lavoro, con i quali “prendersi la propria Bastiglia”. Un augurio di forza e cambiamento dunque per i quarantacinque aspiranti parrucchieri, pizzaioli e pasticcieri che hanno frequentato i corsi della Fondazione nel bimestre maggio-luglio 2016 e che da oggi si avviano ad entrare con più efficacia e fiducia nel mondo del lavoro.

Dopo aver assistito ad una divertente sintesi fotografica del percorso svolto al Faro, gli allievi si sono avvicendati sul palco per ricevere gli attestati dalle mani dei docenti e del Direttore.

Momenti di grande commozione ci ha riservato il gruppo dei parrucchieri, con al timone il docente Paolo Faina - professionista di grande pazienza e generosità - grazie alle lettere di ringraziamento che due allieve, Pinky ed Elise, hanno voluto condividere con la platea. Come ha sottolineato l’educatrice del Faro Michela Arioni, si è trattato di un gruppo di donne molto forte e agguerrito che ha dimostrato come sia possibile affrontare le difficoltà più terribili che la vita può riservare chiamando a raccolta coraggio, energia e determinazione. Nei loro sorrisi e nell’eleganza delle loro acconciature era difficile oggi rintracciare le tracce del passato amaro e doloroso che molte di loro hanno vissuto: “alla fine di questo percorso tutto ciò che ritenevo impossibile è divenuto realtà, perché credo ancora nella libertà, credo nelle mie capacità” ha sintetizzato, commossa, Elise, giovane rifugiata camerunense.

Il gruppo di pizzaioli ha mostrato invece, come questo mestiere, così tipicamente italiano, riesca ancora ad attrarre giovani non solo di tutto il mondo ma addirittura di diverse parti del Sud Italia venuti appositamente a Roma con grandi sforzi e impegno per frequentare il corso al Faro. Il docente storico, Mikel Dedndreaj, ha voluto ricordare l’opera meritoria di Susanna Agnelli, Fondatrice del Faro, che, con la sua lungimiranza, ha creato uno spazio unico e “rivoluzionario” per formare giovani in difficoltà e dare loro un’opportunità preziosa in un contesto dove il rispetto e la valorizzazione delle differenze è qualcosa di tangibile e concreto. Il successo finale, secondo il docente, è il frutto del lavoro dell’intero staff, vero valore aggiunto del percorso formativo che i ragazzi svolgono e che rende il Faro un posto speciale per l’attenzione e la cura di ogni singola persona che lo caratterizza.

Infine è stato il turno del “corso più dolce”, quello di aiuto-pasticciere, condotto con passione ed energia da Claudia Marini, pasticciera e, a sua volta, ex allieva del Faro, ritornata “qui dove è partita” per condividere la sua esperienza e professionalità con i giovani che scelgono questo mestiere oggi così in voga. La sua capacità di trasmettere entusiasmo ha caratterizzato il corso per tutta la durata fino all’augurio finale: “possiate avere sempre lo stesso fuoco che avete mostrato qui!”.

La vicepresidente del Faro, Samaritana Rattazzi, ha infine voluto incoraggiare i ragazzi con l’invito a posizionarsi sempre in un’ottica attiva e propositiva: “non vi chiedete cosa gli altri possano fare per voi ma cosa voi potete fare per gli altri”.

Alla fine della mattinata, l’emozione scorreva ormai attraverso gli occhi lucidi di tutti e i sorrisi carichi di determinazione che gli allievi hanno apertamente mostrato: il direttore didattico Massimo Biagiotti ha infatti ricordato loro quanta positività c’è in ogni persona e quanto è bello poterla condividere con gli altri per costruire insieme un futuro migliore. Il regalo che gli allievi hanno voluto offrire alla platea è stato un duplice momento musicale: dalla carica di speranza di “Ma il cielo è sempre più blu” , cantata in coro da tutti, alla bellezza malinconica di un assolo di chitarra suonato dall’allieva di pizzeria Tamara, giovane concertista ucraina.

Questa sessione si conclude in un giorno che è passato alla storia per aver cambiato il destino di molti: l’augurio che facciamo ai nostri allievi è di sentire profondamente, nel loro cuore, quanta forza c’è in un giovane che decide di cambiare definitivamente la propria vita, liberandosi dalle catene di destini difficili e avviandosi sorridendo verso un nuovo e più consapevole futuro.

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