AL FARO IL PRIMO CORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE PER AIUTO PIZZAIOLI CIECHI E IPOVEDENTI

12-02-2016
Oggi la consegna degli attestati agli allievi del corso, giovani italiani e stranieri con disabilità visive. L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Centro Regionale Sant’Alessio Margherita di Savoia per i ciechi
Autore: 
Silvia Lanzano
Il docente Mikel Dedndreaj con gli allievi durante una lezione

Imparare a preparare un pizza da professionisti, senza l’aiuto della vista. È questo il risultato del primo corso di formazione intensiva per aiuto pizzaioli dedicato ad allievi ciechi e ipovedenti, realizzato a Roma dalla Fondazione Il Faro di Susanna Agnelli in collaborazione con il Centro Regionale Sant’Alessio Margherita di Savoia per i ciechi e Openjobmetis.

L’iniziativa, partita lo scorso 11 gennaio e conclusa stamattina al Faro con la cerimonia di consegna degli attestati, ha coinvolto giovani italiani e stranieri ciechi e ipovedenti in un percorso formativo della durata di 72 ore, di cui 12 dedicate all’approfondimento di argomenti fondamentali quali l’orientamento, i diritti e i doveri e la sicurezza negli ambienti di lavoro. Le lezioni sono state tenute dai docenti della Fondazione – gli straordinari Mikel Dedndreaj e Domitilla Verga – supportati da uno staff di aula formato dagli operatori del Sant’Alessio e dal team del Faro, con Roberta La Marra e Pamela Caldonazzo in prima posizione.

“Per questi giovani imparare a preparare una buona pizza in teglia o le tecniche di lievitazione dell’impasto non è solo un modo per avvicinarsi a uno dei mestieri più richiesti dal mercato del lavoro, ma soprattutto un passo in più verso la conquista della fiducia in sé e quindi dell’autonomia personale”, ha commentato il direttore generale del Faro Gianni Del Bufalo. “Un obiettivo – ha aggiunto Del Bufalo - che ci accomuna tutti, indipendentemente dalle diverse capacità di percezione dei nostri occhi”.

Amedeo Piva, presidente del Sant’Alessio, ha commentato così l’iniziativa: “Il Centro Regionale continua a sperimentare metodologie innovative di intervento nella realizzazione dei suoi percorsi di abilitazione e riabilitazione per persone con disabilità visiva, anche attraverso lo strumento della formazione professionale. La sinergia con la Fondazione Il Faro si muove proprio in questa direzione: aiutare i giovani ciechi e ipovedenti a raggiungereuna buona qualità della vita e la massima autonomia e indipendenza possibili”.

Antonio Organtini, direttore generale del Centro Sant’Alessio, ha rivolto un saluto speciale ai giovani aiuto pizzaioli: “Grazie a voi, perché ci avete dato la possibilità di dimostrare concretamente che insieme possiamo fare. Questo percorso è parte del processo di innovazione del Sant’Alessio, impegnato nel ricercare nuove professioni che non siano necessariamente quelle del centralinista e del massofioterapiosta. Oggi possiamo dire - con una boutade – che, se si mangia con gli occhi, la pizza si può fare pure senza”.

Così Massimo Biagiotti Lena, responsabile didattico della Fondazione: “Il Sant’Alessio ci ha dato gli strumenti per formare questi bellissimi ragazzi. Non pensavamo che sarebbe stato un cammino facile, ma alla fine è risultato tale, molto più che per i nostri corsi abituali. Il Faro accoglie le persone: questi ragazzi si sono sentiti accolti e credo che anche grazie a questo abbiano appreso”.

Infine le parole di Mouthiè, brillante aiuto pizzaiolo del corso: “Per arrivare a lezione la mattina mi svegliavo alle quattro, dovevo prendere quattro autobus. Arrivavo al Faro cantando”.

 

 

 

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