LA DIREZIONE GIUSTA, INSIEME

18-10-2011
Al via da ieri i nuovi corsi di formazione del Faro. 56 giovani di tante nazionalità, uniti da un obiettivo comune: scoprire e realizzare la propria strada
Autore: 
Silvia Lanzano

Lunedì 17 ottobre, una mattina di una bella giornata di sole. Per la Fondazione, un momento davvero speciale: i corridoi del Faro erano infatti pieni di voci e colori, quelli dei tanti ragazzi - 56 per l’esattezza - che da ieri hanno iniziato a frequentare le lezioni dei quattro nuovi corsi dell’ultima sessione del 2011. Un bel gruppo formato da tanti aspiranti pasticceri, acconciatori, saldatori, cui da quest’anno si è aggiunta, per la prima volta, la “squadra” degli installatori di impianti e infissi.

Il momento iniziale è sempre il più difficile, si sa: l’imbarazzo di trovarsi in un posto nuovo, in mezzo a tanti visi ancora sconosciuti, la curiosità mista a timore per l’avventura da intraprendere (“riuscirò a seguire il corso? Come mi troverò con i miei compagni?”), la preoccupazione talvolta di non padroneggiare alla perfezione la lingua italiana, un certo spaesamento indistinto...

Alle 9 in punto però tutti si sono ritrovati – insieme - nella grande sala cinema al pianoterra: allievi, docenti, tutor e staff del Faro. Un primo passo di avvicinamento.
Il direttore Gianni Del Bufalo, nel dare il benvenuto ai nuovi arrivati, ha ricordato loro “la responsabilità in più” cui sono stati chiamati, quella di “non sprecare questa opportunità”. Un invito forte all’impegno e quasi una manifestazione di lealtà nei confronti dei tanti ragazzi che questa volta non sono riusciti a superare le selezioni di ammissione ai corsi.

Ma chi sono oggi gli allievi del Faro? Giovani provenienti dai quartieri di Roma, certo. Ma anche dalla Tunisia, dalla Costa d’Avorio, dall’Ucraina, dal Perù, dalla Nigeria... Tutti approdati nei laboratori di via Virginia Agnelli per imprimere una svolta alla propria vita e trovare una nuova motivazione. Un lavoro finalmente qualificante e in regola, l’indipendenza economica, magari un giorno la possibilità di “metter su casa”.

Saranno stati questi i pensieri rimasti a fior di labbra dei tanti visi assorti, mentre il responsabile didattico Massimo Biagiotti Lena presentava gli obiettivi dei corsi? È molto probabile, se alla domanda della tutor Michela Arioni “chi ha qualcosa da chiedere?”, a parte gli indispensabili quesiti relativi all’organizzazione, è risuonata decisa in sala la risposta “quann’è che iniziamo?”.

Il Faro allora non può che stringersi ai suoi ragazzi in un augurio di “buona partenza”. Perché la sfida iniziata ieri è tra le più belle - e faticose – che ci sia dato di sperimentare: cercare la propria strada, mettendosi in gioco con tutto l’impegno e la dedizione possibili.
E questo sarà il successo più grande che il Faro, ancor prima dell’attestato finale o dello stesso posto di lavoro, potrà garantire ai suoi allievi. Un risultato che durerà ben oltre il 22 dicembre, giorno di chiusura dei corsi.
Perché, passo dopo passo, si continua a cercare la direzione giusta ogni giorno della vita. Con una simile consapevolezza, i risultati più concreti non tarderanno ad arrivare e, come si diceva una volta, saranno dati “per sovrabbondanza”.

CONDIVIDI