UNA FAVOLA BENGALESE

14-11-2013
Rahman, allievo del corso di aiuto cuoco per mense e catering, ha scritto per il giornale GRIOT dell'Associazione Civico Zero la favola di Mina e Ragu. Buona lettura!
Autore: 
Redazione

Ciao Sono Rahman, io scrivo una favola bengalese. La favola è tutta vera, non ci sono bugie, si svolge nel Bangladesh.

La mia favola inizia con una bambina che si chiama Mina che vive in una famiglia molto povera. Il padre lavora in campagna e coltiva i campi. Lui ha una piccola famiglia, ha una madre anziana, una moglie, ha anche due figli: un maschio e una bambina, il bambino si chiama Ragu, la bambina si chiama Mina. Ragu ha una bella mucca, Mina ha un bel pappagallo quell’uccello conosce la lingua bengalese, la famiglia è molto povera, Ragu e Mina insieme sono andati a scuola e causa dei pochi soldi Mina non più studiare però lei vuole studiare, è molto interessata a conoscere. La nonna di Mina ha detto che le femmine non hanno bisogno di studiare più perché subito una ragazza si deve sposare dopo sposata la donna è solo casalinga. I ragazzi hanno bisogno di studiare molto, la madre di Mina quando distribuisce il cibo da un po’ di più a Ragu e di Mina meno, visto quel comportamento Mina si sente molto male.

Un giorno al papà di Mina servono i soldi per coltivare la campagna, un negozio dove il padrone presta dei soldi e lui deve restituire di più, il papà di Mina d’accordo e il padrone del negozio gli fa firmare un foglio. Il padrone gli ha dato 500 euro però ha scritto 5000 euro in quel momento Mina che ha accompagnato il padre si accorge della differenza e dice al papà che non deve firmare perché c’è un errore grande. Il padre pensa che Mina ha studiato bene e che è molto intelligente pensa anche che ha sbagliato a non farla studiare di più, decide allora che mina deve continuare a studiare e la manda a scuola così Mina è molto contenta.

Il mio messaggio è che tutti dovete studiare non importa che sia femmina o maschio.

Abdur Rahman

Bangladesh, Giugno 2013

Civico zero

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