PIÙ DI UNA SCUOLA, UNO STILE DI VITA

11-12-2015
È il Faro, che oggi ha consegnato agli allievi dei corsi di pizzaiolo-panificatore, barista-gastronomo e parrucchiere gli attestati di fine sessione. Un momento di festa grande e insieme l’inizio di una nuova sfida per i ragazzi. Così Samaritana Rattazzi, vicepresidente della Fondazione: “Con coraggio e rispetto di voi stessi andrete lontano”
Autore: 
Silvia Lanzano
Cerimonia di consegna degli attestati - III sessione 2015

Consegna degli attestati , ultima sessione del 2015. Il Faro ha festeggiato stamattina i 45 ragazzi da oggi pronti per confrontarsi con il mondo del lavoro: sono pizzaioli-panificatori, baristi-gastronomi e parrucchieri, tutti protagonisti in via Virginia Agnelli - dallo scorso novembre - di un cammino di formazione professionale, e non solo.

Il direttore del Faro Gianni Del Bufalo ha racchiuso in poche, efficaci, parole il senso di questa avventura: “La vera differenza rispetto all’inizio è che oggi vi conoscete tra di voi e conoscete meglio voi stessi, proprio grazie al percorso che abbiamo fatto in questi due mesi”. Il piccolo tesoro conquistato dagli allievi infatti non è solo fatto di competenze e capacità tecniche apprese in laboratorio, perché – come ha sottolineato il direttore -  “il Faro non è una scuola normale, il Faro è una scuola che crede che la relazione sia parte della scuola”.

L’emozione, come sempre quando si conclude un ciclo di corsi, è più che un sentimento condiviso: diventa una dimensione quasi palpabile. Così è stato durante il pezzo rap - composto da Donata, allieva parrucchiera della classe di Paolo Faina, e interpretato con Gianluca del corso di barista-gastronomo - “Ci vuole anima”. Così mentre nella sala cinema, stracolma di amici e parenti commossi, veniva proiettato il bel montaggio di foto dei corsi realizzato da Samsul sulle note di “Set Fire to the Rain” di Adele.

Samaritana Rattazzi, vicepresidente della Fondazione ha salutato gli allievi con un invito davvero sfidante: “Sono tempi oggettivamente difficili. Due risorse vi invito sempre ad avere: coraggio – e ce lo avete, altrimenti non sareste qui - e un’altra cosa non meno importante, il rispetto di voi, che è l’unico modo per avere rispetto degli altri. Se avete queste due doti insieme, andrete lontano”.

Durante la cerimonia sono state ripercorse alcune delle attività più significative vissute dal Faro nel corso dell’anno. Tra queste, la spettacolare partecipazione a Expo Milano 2015, dove la Fondazione ha presentato – nello spazio eventi The Waterstone di Intesa Sanpaolo - il suo primo corso di formazione dedicato esclusivamente a giovani donne rifugiate. Il racconto dell’esperienza è stato affidato al coinvolgente video “L’ospite è arrivato”, realizzato dagli Artigiani Digitali Laura Di Pietro e Paolo Damiani, maestri della comunicazione sensibile e carissimi amici del Faro.

Michela Arioni  - tutor dei corsi e anima carismatica della Fondazione - ha presentato con la psicologa Sara Laurendi il progetto “Pane”, un’iniziativa interdisciplinare che ha coinvolto gli allievi delle tre classi, nata – come ha chiarito Michela -  “per testimoniare il desiderio di condividere le proprie tradizioni e creare un terreno fertile di condivisione costruttiva e pacifica in un momento così preoccupante per i giovani”. E così sul palco del Faro grandi cesti ricolmi di pane, preparato dai ragazzi secondo le ricette dei propri paesi di origine -  dal pane Tapalapa a quello Agege - testimoniavano che si può “condividere la semplicità del pane appena sfornato guardando con fiducia a un futuro insieme”.

Dopo la musica e le parole, la festa è proseguita con un rinfresco già scintillante di accenti natalizi, preparato dagli allievi dei corsi di Mikel Dedndreaj e di Claudia Marini con Sandro Spigarelli. Per la gioia dei golosi, un panettone del Faro assaggiato ancora caldo e fragrante: semplicemente meraviglioso (NdR: i ragazzi del corso di pizzeria sono arrivati al Faro alle due del mattino per poter realizzare le loro creazioni).

Ci piace ricordare - in tempi in cui facilmente si rischia di essere sopraffatti dal tanto dolore che pure ci tocca vivere - che quella del Faro, come sottolineava recentemente il direttore Del Bufalo, “è la normalità”.

Una proposta per l’anno nuovo, ormai alle porte: e se il Faro, oltre a essere un centro di formazione, diventasse uno stile di vita da diffondere?

 

Consegna degli attestati. Gianni Del Bufalo con gli allievi pizzaioli del corso di Mikel Dedndreaj (Foto: Roberta La Marra)

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