LA FIDUCIA NELLA DIREZIONE GIUSTA

24-11-2015
In dirittura di arrivo l’ultima sessione di corsi del 2015: 45 giovani baristi-gastronomi, acconciatori e pizzaioli-panificatori pronti per confrontarsi con il mondo del lavoro. Capacità tecniche, esercizio, condivisione delle fatiche e degli obiettivi, amicizia e dialogo: sono alcuni degli ingredienti che contribuiscono al buon lavoro del Faro. Un successo in cui il risultato è sempre più della semplice somma tra le parti
Autore: 
Silvia Lanzano
La fiducia nella direzione giusta - Gli allievi del Faro al lavoro

La buona riuscita di un corso del Faro è – proprio come per un bel piatto - il risultato di una miscela di ingredienti e di qualche piccolo “segreto”. I primi a fare la differenza sono naturalmente i ragazzi, gli allievi della Fondazione che ogni giorno accettano una nuova sfida e mettono in gioco le loro capacità per raggiungere insieme uno tra i traguardi più importanti. Tra poco più di due settimane 45 giovani, novelli baristi-gastronomi, acconciatori e pizzaioli- panificatori, usciranno dai laboratori di via Virginia Agnelli pronti per confrontarsi con il mondo del lavoro. Con gli strumenti giusti: se si pensa che nel corso dell’ultimo anno il 60 per cento degli allievi del Faro ha trovato un impiego con un contratto regolare appena conclusa la fase di formazione on the job in azienda.

Fondamentale è il lavoro svolto dallo staff degli educatori, la tutor Michela Arioni e la psicologa Sara Laurendi, insieme ai docenti della Fondazione: professionisti e figure di riferimento – questi ultimi - non solo in ambito professionale. Mikel Dedndreaj, Sandro Spigarelli, Claudia Marini e Paolo Faina  sono i nomi che compongono la squadra alla guida di questa ultima sessione di corsi del 2015.

Al Faro ogni giorno i laboratori funzionano come fossero negozi di parrucchiere, bar, forni di quartiere: si impara facendo, secondo i ritmi di un vero ciclo di produzione. Ricorrendo a strumenti didattici – come l’impasto tecnico utilizzato nel corso di pizzeria per acquisire la giusta manualità – e misurandosi, nelle lavorazioni, con materie prime e prodotti di eccellenza. Merito questo anche delle aziende amiche della Fondazione, come Casillo Group che ha donato le farine per i corsi del settore alimentare e Pinci Caffè, azienda che ha messo a disposizione le sue miscele per gli permettere agli allievi di imparare a preparare un buon espresso con i migliori ingredienti.

“Ad abbassare il livello si fa sempre in tempo, noi insegniamo ai ragazzi l’attenzione per la qualità”, sottolinea il responsabile didattico della Fondazione Massimo Biagiotti Lena a proposito della famosa “eccellenza di base”, sempre più riconosciuta come cifra distintiva del lavoro svolto dal Faro.

Fino a qui gli “ingredienti” del successo. E i “segreti”? Il più importante - di sicuro -  è che la sola aritmetica in via Virginia Agnelli non basta a far girare la formula: l’insieme degli addendi è sempre più della loro semplice somma. Capacità tecniche, esercizio, condivisione delle fatiche e degli obiettivi, ricostruzione della fiducia, amicizia e dialogo. Il risultato?

“Al Faro - racconta Samsul, allievo del corso per barista - ho trovato il coraggio e la fiducia nella direzione giusta dei miei sogni”, primo passo indispensabile per “affrontare e vivere la vita che ho immaginato”.

Semplicemente. “Perché questa è la normalità”, ha spiegato lunedì scorso il direttore Gianni Del Bufalo agli allievi della Fondazione.

Nulla di più, nulla di meno.

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