IO SONO QUI

16-02-2015
Da qualche giorno l’atrio del Faro ospita un planisfero del mondo, una carta geografica ad altezza d’uomo, messa lì non solo per essere guardata, ma per essere toccata e resa viva. Una lavagna sulla quale storie già scritte prendono vita, e storie da scrivere cominciano ad essere immaginate.
Autore: 
Gianni Del Bufalo
"Io sono qui", Il planisfero del Faro

"Io sono qui".

Sapere dove sei non è poco: è il primo passo per sapere chi sei.

Sapere dove sei, poterlo indicare col dito toccando una mappa sul muro, ti permette anche di indicare dove eri e dove sei passato, di ripercorrere il tuo viaggio con i suoi momenti felici e dolorosi. Situarti nello spazio, ti aiuta anche a collocarti nel tempo: oggi sono qui, l’anno scorso ero lì, l’anno prossimo spero di essere là… .

Il tuo dito che continua a scorrere sulla mappa dà forma ai tuoi ricordi e alle tue speranze, al tuo passato e al tuo futuro.

Puntini e nomi su quella carta, che per altri sono solo puntini e nomi, per te diventano strade, case, prati, rumori, odori, sapori e soprattutto volti, suoni, parole. Da ricordare e da raccontare.

Dove sei, dove eri e dove vorresti essere hanno ora uno spazio fisico che li raccoglie e li rende momenti visibili di una stessa storia. Riconoscerti su quella carta ti dà il senso delle dimensioni e delle proporzioni, sei “vicino a” e “lontano da”, sei “più vicino a… che lontano da”… e la tua mente comincia ad immaginare percorsi.

Quella carta non è un disegno, è una lavagna sulla quale storie già scritte prendono vita, e storie da scrivere cominciano ad essere immaginate. Il tempo le scriverà.

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