DALLE ABILITÀ AL MESTIERE, COSTRUIRE LA SPERANZA

05-08-2011
Si è concluso il progetto “Building hope: tools, dialogue and job”, dedicato a 30 giovani donne straniere in difficoltà e realizzato con il sostegno della Nando Peretti Foundation
Autore: 
Silvia Lanzano

 


Si può costruire la speranza attraverso il dialogo e l’offerta di nuove possibilità? A questa domanda la Fondazione Il Faro ha risposto un “sì” convinto, con la realizzazione del progetto Building hope: tools, dialogue and job,  che si è svolto nel 2011 grazie al sostegno della Nando Peretti Foundation.


L’iniziativa ha coinvolto 30 giovani donne straniere residenti a Roma, tutte caratterizzate da storie complicate, di marginalità e disagio socio-economico. Persone a torto ritenute fragili, forse neppure in grado di svolgere con determinazione un mestiere. Eppure.


In un periodo di tre mesi ciascuna di queste “donne coraggiose” ha potuto frequentare uno dei due corsi professionali organizzati ad hoc dalla Fondazione: quello per barista/cameriera e  quello per acconciatrice/truccatrice.  Un impegno non indifferente, con lezioni distribuite con regolarità dal lunedì al venerdì, per un totale di 150 ore, suddivise tra teoria e tanta, tanta pratica in laboratorio.


I corsi, completamente gratuiti, sono stati tenuti da docenti professionisti del mestiere, con un’esperienza pluriennale nel campo dell’insegnamento. Ogni giorno le allieve sono state inoltre accompagnate dai tutor e da una psicologa in un vero e proprio percorso di orientamento al lavoro e di acquisizione di consapevolezza delle proprie capacità. L’obiettivo principale è stato certamente quello di aiutare le giovani beneficiarie a riprendere in mano le redini della propria vita, con in dote nuove skill e una rinnovata fiducia in se stesse. Ma un portato non secondario è stato anche quello di aiutare queste donne a ricostruire una socialità più serena, dove ciascuna potesse trovare comprensione e sostegno in relazione alle proprie difficoltà.


Per questa ragione la Fondazione ha svolto contestualmente una ricerca, realizzata attraverso colloqui individuali e la somministrazione di questionari, che ha consentito di porre in luce alcune tra le criticità più frequenti cui vanno incontro le donne immigrate. Una delle necessità più evidenti riguarda proprio la richiesta di strumenti in grado di favorire la conciliazione tra tempo lavorato e momenti dedicati alla cura della famiglia Un’esigenza tanto più urgente per le donne straniere, che molto spesso non possono contare su una rete di aiuto garantita da amici e parenti,  rimasti nel paese di origine.


Il momento clou dell’intera iniziativa è stato sicuramente l’evento conclusivo, una vera e propria vetrina nell’ambito della quale le giovani donne, ormai alla fine del percorso formativo, hanno potuto dare un saggio delle capacità acquisite: come preparare e servire degli aperitivi fantasiosi e colorati, con finger food e altre leccornie irresistibili. O mostrare, organizzando una vera e propria sfilata, come si può acconciare una bella capigliatura secondo gli ultimi dettami della moda: dallo chignon al lungo raccolto bon-ton, passando per una decisa “scapigliatura ad arte”… E ancora, le ultime novità in fatto di maquillage: policromie di ombretti, sfumature sul viso, tocchi di luce.


Solo un bel momento di festa? Non proprio: nella spaziosa sala cinema della Fondazione erano stati infatti invitati diversi rappresentanti delle piccole e medie imprese di Roma. Come dire, i possibili futuri datori di lavoro delle giovani allieve.


Tutte pronte a ripartire dal Faro con un nuovo slancio nel cuore: il futuro è a portata di mano, possiamo impegnarci per costruirlo con speranza e capacità.


 


 


 

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