CREDO CHE CE LA POSSIAMO FARE ANCHE SE C'E' LA CRISI!

21-11-2013
Il 20 novembre la Fondazione ha ricevuto la visita di un ospite d'onore: l'Assessore al sostegno sociale e sussidiarietà di Roma Capitale Rita Cutini.
Autore: 
Livia Brunetti
Rita Cutini visita la Fondazione Il Faro

Il 10 settembre scorso Zaman Atae, rifugiato afghano, e Ignazio Marino, sindaco di Roma Capitale, si sono ritrovati seduti uno di fianco all’altro in occasione della visita di Papa Francesco al Centro Astalli. Incuriosito dall’abbigliamento di Zaman (che indossava un vestito tipico del suo paese) il Sindaco gli ha chiesto da dove veniva e cosa faceva in Italia, è stato così che Zaman ha colto l’occasione per invitarlo a conoscere la Fondazione Il Faro, dove da anni vive e lavora.  Marino ha accettato con piacere il suo invito, ma dati i numerosi impegni istituzionali ha chiesto all’Assessore al sostegno sociale e sussidiarietà Rita Cutini di sostituirlo.

Oggi  è stato il gran giorno della visita. L’Assessore è arrivato al Faro intorno alle 10 ed è stata accolta da Zaman Atae, dal presidente della Fondazione,  dal direttore generale  e da tutto lo staff e gli allievi. Dopo averle mostrato un video realizzato da Babel Tv  e aver fatto un giro nei laboratori per vedere i ragazzi all’opera, l’Assessore si è riunita con gli studenti dei corsi di operatore forno, aiuto cuoco, barista-gastronomo e pasticciere per  conoscerli e assaggiare i loro prodotti.

Tutti i ragazzi avrebbero voluto raccontare la loro storia ma poiché il tempo a disposizione era poco sono intervenuti tre studenti: Timea, futura pasticciera proveniente dall’Ungheria, Lidia, del corso di aiuto cuoco di nazionalità somala e Roberto, italiano panificatore in erba.

Timea, in Italia da due anni, vive in un centro d’accoglienza. È lì che ha saputo della possibilità di frequentare un corso di formazione per pasticcieri. All’Assessore ha spiegato che la prima difficoltà che ha avuto appena arrivata nel nostro paese è stata di tipo economico: “il mio diploma in Italia non è riconosciuto e quindi non riuscivo a trovare lavoro per mantenermi”. Del Faro ha apprezzato la possibilità di formarsi gratuitamente e avere una nuova possibilità, permettendole di accrescere la sua autostima e la voglia di ricominciare.

Lidia, nonostante la giovane età, ha avuto già molte esperienze lavorative ma ci ha tenuto a raccontare all’Assessore come questo corso di aiuto cuoco le stia dando la possibilità di professionalizzarsi e sentirsi più sicura. Il lavoro in squadra che le insegnanti promuovono le sta permettendo di imparare a collaborare con gli altri e capire che “il lavoro di gruppo aiuta tutti i singoli individui a migliorare”.

Infine ha preso la parola Roberto,  un giovane italiano che spera di diventare panificatore/pizzaiolo. Lui ha raccontato di quanto abbia lottato per intraprendere la sua strada e di come la sua “situazione era nera, ma poi è arrivato il faro, è arrivata quell’illuminazione che aspettavo da diverso tempo”. Ha sottolineato che i giovani della sua generazione hanno voglia di fare ma che purtroppo mancano gli strumenti, per questo ringrazia il Faro: per avergli regalato uno strumento per raggiungere i suoi obiettivi.

Una volta ascoltati i ragazzi, l’Assessore li ha voluti ringraziare per l’opportunità che gli hanno dato di conoscere questa realtà così ben radicata nella città e nel quartiere. Ha sottolineato il suo apprezzamento per le attività della Fondazione: “bisogna incoraggiare attività come queste che vengono dal mondo della società civile”. Dai ragazzi del Faro ha avuto conferma che i giovani che stanno vivendo la crisi hanno imparato, molto più di altri, il valore del lavoro, hanno compreso che fare un mestiere non significa solo avere un reddito ma anche avere un’identità. “Lavoro significa vivere nella società, avere voglia di migliorarsi, di entusiasmarsi per quello che si fa”. L’assessore ha infine voluto evidenziare quanto apprezzi che i giovani allievi del Faro provengano di differenti paesi del mondo: “la diversità è una ricchezza, non bisogna averne paura. L’Italia sta sottovalutando il potenziale dei migranti nel nostro paese, sono un valore aggiunto

Dopo la visita di oggi, dopo aver visto tanti ragazzi diversi tra loro uniti per un obiettivo comune, con la stessa voglia di fare, di mostrare il loro entusiasmo, la loro capacità e la voglia di riuscire si può affermare, riprendendo le parole di Lidia: “credo che ce la possiamo fare anche se c’è la crisi”.

 

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