ANCHE PER FARE IL PANE CI VUOLE CUORE

05-12-2012
A due giorni dalla conclusione dei corsi della sessione invernale, il responsabile didattico della Fondazione Massimo Biagiotti Lena spiega perché il Faro è così speciale
Autore: 
Silvia Lanzano

Non sono molte a Roma le realtà che erogano formazione gratuita per ragazzi in difficoltà. E il Faro, in questo contesto già di per sé “unico” ha  maturato  - in oltre quindici anni di attività - una sua riconoscibilità indiscussa. A cosa è dovuta?


Qui al Faro partiamo sempre dai sogni, per poter atterrare sul piano della realtà. Il nostro obiettivo è aiutare tanti ragazzi provenienti da storie difficili, contesti davvero disagiati, a scoprire e realizzare il loro sogno nel cassetto. Il percorso proposto è semplice: li aiutiamo a potenziare le loro abilità, magari nascoste, e a diventare consapevoli del fatto che le capacità personali possono trasformarsi in qualcosa di buono. Credere nell’avventura del Faro è il primo passo per trasformare il sogno in realtà!


Cosa impara un allievo del Faro dopo due mesi di corso?


L’esperienza ci ha insegnato che i ragazzi, quando arrivano in azienda, devono soprattutto “saper fare”. Non illudiamo nessuno: da noi non si esce già chef o provetti acconciatori. Al Faro si impara, per ogni mestiere, quella “eccellenza di base” - come la chiamiamo noi – che permette al ragazzo di relazionarsi con sicurezza e in modo adeguato al contesto di lavoro. Di lì la formazione può andare sicuramente avanti. E con buoni risultati.


Due mesi di lezione, tra teoria e pratica in laboratorio, non sono poi tanti. Qual è il metodo che utilizzate per formare in breve tempo artigiani così capaci?


Non perdiamo tempo, appunto. Il metodo di insegnamento del Faro prevede fin dal primo giorno il contatto con la materia prima. È il primo passo indispensabile per far appassionare davvero l’allievo al mestiere. Facendogli scoprire da subito come si trasforma magari della semplice farina con acqua e lievito in dell’ottima pizza. Senza dimenticare mai che il migliore prodotto è quello che si ottiene lavorando in gruppo.


Un obiettivo ambizioso.


A scendere di livello si fa sempre in tempo, salire è più difficile. Per questo ogni giorno cerchiamo di trasmettere ai nostri ragazzi la passione, aiutandoli a riscoprire con impegno le loro potenzialità. E questo vale per tutti: italiani e non. Da noi arrivano ragazzi dal liceo artistico, molti sono addirittura ingegneri.


Ingegneri pizzaioli o panettieri?


Succede anche questo. Si può, con la giusta passione, imparare qualsiasi mestiere.

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