“DUBLINATI”, MAI PIÙ UN POPOLO DI INVISIBILI

14-05-2013
Il Faro organizzerà 160 ore di formazione e orientamento in favore dei richiedenti asilo trasferiti in Italia in applicazione del Regolamento di Dublino. L’iniziativa, finanziata nell’ambito del Fondo Europeo per i Rifugiati 2011, è promossa da Università Cattolica del Sacro Cuore insieme a Croce Rossa Italiana
Autore: 
Silvia Lanzano
"DUBLINATI", MAI PIÙ UN POPOLO DI INVISIBILI

 

La Fondazione Il Faro partecipa al progetto “A.M.I.C.I. – Accogliere, Mediare, Informare, Curare, Integrare”, un’iniziativa promossa da Università Cattolica del Sacro Cuore e Croce Rossa Italiana, di concerto con Unione Europea e Ministero dell'Interno e finanziata nell’ambito del FER 2011 – Fondo Europeo per i Rifugiati.

La proposta consegnata nel mese di aprile dalla Fondazione è risultata infatti la più valida tra quelle presentate dalle altre realtà del terzo settore che hanno partecipato al bando.

L’obiettivo da raggiungere attraverso “A.M.I.C.I” è di importanza prioritaria: dare accoglienza a una categoria di persone estremamente vulnerabili, i richiedenti protezione internazionale trasferiti in Italia in applicazione del Regolamento di Dublino, la legislazione che da ormai dieci anni identifica la competenza degli Stati Europei in materia di esame delle domande di asilo. Con le conseguenze che purtroppo tutti conosciamo e che sono state più volte denunciate nella loro implacabile assurdità.

Ebbene, anche Il Faro farà la sua parte per aiutare questo vero e proprio “popolo di invisibili”  - solo nella Capitale si parla di circa duemila persone - a ritrovare la propria strada, al di là di quello che potrebbe sembrare un destino spietato, che prima ti strappa alla patria e agli affetti e poi ti trasforma in una pratica sballottata in giro per l’Europa.

Cosa farà Il Faro? Semplicemente quello che gli riesce meglio: organizzare dei corsi di formazione e orientamento, insieme a momenti di incontro con esperti. Questa volta non per insegnare come si prepara una fragrante pizza alla pala o un cappuccino senza schiuma. Ma per parlare di diritti sociali, di autopromozione e di come si può organizzare al meglio la ricerca di lavoro.

Insomma tutto quell’insieme di attività di orientamento alla persona e al lavoro che la Fondazione sta potenziando ormai da anni con impegno sempre crescente. E con ottimi risultati, a giudicare anche dai tassi di inserimento lavorativo registrati dagli allievi del Faro a pochi mesi dalla conclusione dei corsi.

Nello specifico, saranno attivati cinque cicli di seminari sul tema “Diritti sociali, tematiche e strumenti per la ricerca attiva del lavoro”, condotti da un avvocato esperto di tutela e assistenza legale alle fasce deboli della popolazione, e cinque cicli sull’argomento “Autodiagnosi e autopromozione”, tenuti questi ultimi da una psicologa del lavoro, da anni collaboratrice del Faro.

Ciascun ciclo sarà articolato in quattro seminari da quattro ore ciascuno, per una durata complessiva di 160 ore di attività.

“Questo nuovo progetto in collaborazione con Croce Rossa Italiana è per noi un risultato importante – ha commentato Gianni Del Bufalo, direttore generale della Fondazione – che ci conferma come la direzione scelta dal Faro sia quella giusta. Offrire attività di formazione e orientamento sempre più efficaci e pensate in funzione delle nuove sfide che la società ci presenta. Al servizio dei più deboli”.

 

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